È lunedì. Un altro lunedì di partenza. La valigia è pronta, anche se ho sempre la sensazione che manchi qualcosa.
Porto con me la professionalità, l’esperienza e quella continua voglia di crescere e di cercare nuovi stimoli. Ma porto anche la tristezza di lasciare la famiglia, sapendo che la rivedrò solo alla fine della settimana.
Un saluto ai bambini – o forse ormai dovrei chiamarli “ragazzi” – un bacio a mia moglie e via, in direzione Rossano Calabro. Mi concedo ancora qualche istante per un caffè, quasi a voler rallentare l’allontanamento, e poi riparto.
La giornata è luminosa. Il fine settimana appena trascorso è stato glorioso: con la società sportiva di cui sono dirigente abbiamo vinto la finale play-off, conquistando il pass per disputare la serie C1 il prossimo anno. È un traguardo che mi porto ancora addosso, come un’ onda lunga che fatica a placarsi. Anche per questo la partenza procede a rilento: sono ancora ebbro di vittoria. Mi sarebbe piaciuto “fermarmi” mentalmente, godere del risultato raggiunto e festeggiare ancora con i ragazzi e i dirigenti. Ma sono un viaggiatore scolastico, e loro lo sanno. Mi aspetteranno. C’è un momento per tutto, e ora è il lavoro che chiama.
Man mano che scorrono i chilometri, scorre via anche il sole. Una pioggia insistente prende il suo posto, e in alcuni tratti dell’autostrada il traffico fitto rallenta la corsa. Ma non mi agito: sono in anticipo, come sempre. Forse non è il mondo fuori ad essere lento oggi. Sono io.
Arrivo puntuale: ore 14.00. Incontro il mio collega Diego, arrivato da Bari, anche lui con un buon numero di chilometri alle spalle. Entriamo a scuola accolti dal Dirigente scolastico, che ci accompagna dalla DSGA. In un paio d’ore concludiamo la prima parte del lavoro e ci prepariamo all’incontro con i docenti delle 17.
Quando arriva il momento, la sala è gremita. Purtroppo la mia voce oggi mi tradisce: probabilmente sta ancora pagando le conseguenze dei festeggiamenti del sabato. Durante l’incontro fatico a farmi sentire, e la platea si mostra piuttosto irrequieta. A un certo punto mi vedo costretto a chiedere collaborazione, esortando tutti a non vanificare quelle due ore preziose trascorse insieme per un obiettivo comune. La vice preside interviene in mio favore, sottolineando la necessità di una maggiore attenzione.
Finalmente riesco a portare avanti la formazione. Al termine, quasi a voler recuperare all’istante il comportamento precedente, gli insegnanti mi rivolgono un applauso caloroso che scioglie la tensione accumulata e mi restituisce tranquillità.
È stata una giornata impegnativa. Ma spesso sono proprio le situazioni più difficili a lasciare gli insegnamenti migliori. E poi, lo ammetto, una buona mozzarella di bufala ha il potere di far dimenticare molto.
Dopo cena rientro subito in camera. Ho davvero voglia di raccontare questa nuova pagina del mio viaggio da viaggiatore scolastico.
#rossanocalabro #calabria

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